KontroKorrente

(Questo post è stato originariamente pubblicato sul mio vecchio blog-sito E/N “Abietti si Nasce” il 5 aprile 2003 alle ore 21:21)

Ti svegli una mattina e vedi qualche pelo bianco tra i pochi capelli che ti sono rimasti, nuove rughe, attorno agli occhi, che non conoscevi e un’aria stanca. Esci e incontri una ragazza. La realtà è che non è la principessa che hai sempre sognato. Non è così bella, né così intelligente o simpatica. Non ha quel senso dell’umorismo. È un po’ nervosa e ha un po’ di ciccia attorno al bassoventre. Ma, neanche tu sai bene perché, vi mettete insieme. Neanche tu sei il principe che lei ha sempre sognato. Questo lo sospetti ma non glielo chiederai mai per tutta la vita. In fondo non vuoi saperlo. Ignorance is bliss.

Dopo un po’ decidete di andare a vivere insieme. Non sapresti dire qual è la motivazione che ti spinge a passare le tue domeniche all’Ikea, forse è semplicemente che state insieme da qualche anno e che è così che vanno le cose. Punto.

Hai un lavoro decente. Non è quello che sognavi, ma ti dà da mangiare. Il capufficio è un cretino, i colleghi sono degli spandimerda che aspirano soltanto ad assomigliare il più possibile ai borghesi che firmano loro gli assegni. Ma tutto sommato è un lavoro, e a volte ti dà qualche piccola soddisfazione. Torni a casa tutte le sere con il tuo normale grado di frustrazione e di nevrosi, cercando di rimanere a galla. A volte ti sembra di sentire una piccola voce dentro, ma cambi stazione, giri la manopola e lasci perdere. Il Grande Fiume scorre sempre più veloce verso la cascata.

D’un tratto un affarino colorato ti dice che stai per diventare papà. La tua donna è tutta eccitata, come se fosse un regalo di Natale. Tu non sai nemmeno bene come ti senti, e non è che la cosa ti spinga a interrogarti sull’argomento. Cambi stazione, giri la manopola, e via. Vi sposate, anche se sono molti anni che convivete senza problemi particolari. L’amore ha lasciato lo spazio alla sopportazione, alla pazienza, a un certo grado di affetto platonico, di complicità. A volte ridete come dei matti davanti alla TV o a letto, ma la passione è finita da tempo. Ma… sai com’è, per il bambino… meglio ufficializzare le cose.

Una chiesetta squallida, una specie di prefabbricato in cemento armato alla periferia della città, qualche amico, un po’ di parenti. Una cena in piedi, fredda… tanto è giusto una scusa, no? Come viaggio di nozze una settimana a casa dal lavoro, un po’ di videocassette e gelati Haagen-Dasz. Lei è al settimo mese, meglio non sballottarla troppo.

Nasce il bambino. È un maschio, non una femmina come tu avresti sempre desiderato. Beh, se non altro potrai giocare con lui, raccontargli quei pochi misteri dell’universo femminile che hai scoperto nel corso degli anni. Ti guardi allo specchio alle quattro del mattino, dopo avergli cambiato il terzo pannolino della giornata e avergli dato un po’ di latte tiepido con il biberon. E hai più di quarant’anni. Cazzo, ma il liceo non è stato l’altro ieri? Chissà che fine ha fatto quel tuo amico. O quella tua vecchia fiamma con cui ti sei lasciato così male. Che stronzo. Sorridi un po’ e poi torni a letto. Lei dorme profondamente e ti abbraccia istintivamente nel sonno. Continui a dirti che la tua vita non è poi così male. È una vita normale, come tante altre.

Alle elementari è dura: il bambino fa storie tutte le mattine per andare a scuola e tu, secondo lui, dovresti spendere tutto il tuo stipendio in videogiochi per l’X-Box e DVD di cartoni animati idioti. Non vuole mai mangiare, fa i capricci. Però quando ti dice “Ti voglio bene papà” ti senti come se dovessi esplodere. ‘Fanculo, è bello. Verrà su magnifico, tuo figlio, farà una strage di donne.

No, non la fa. Al liceo è timido e introverso, non sta con i suoi compagni. La crisi dura qualche anno e tu ti sei sentito impotente per tutto il tempo, senza sapere che cazzo fare, dove andare a sbattere la testa per aiutarlo. Poi trova una ragazzina e sembra rifiorire. Quando la storia finisce si ributta nella depressione come un campione di tuffi olimpionici si lancia nell’acqua della piscina. Ti ricordi di quando anche tu provavi tali alti e bassi, eri in grado di sentire passioni così forti, in negativo e in positivo. Non è così da un bel po’. Tutto è diventato da ormai tanto tempo un po’ più piatto, più controllabile, più fioco, tenue.

Diomio, ma è già laureato! Un bel voto, una bella università, un bel ragazzo. La sua fidanzata è una brava, giovane donna, che sembra amarlo sinceramente. Quando si sposano lui è già un professionista rispettato nel suo campo, quello che tu non sei mai riuscito a diventare davvero. Vivono insieme, lui se ne va di casa. E tu ora avresti il tempo per ritirare fuori i tuoi racconti, quel tuo romanzo nel cassetto che avevi abbandonato più per pigrizia, mancanza di fiducia e di esperienza, che per altri motivi. Sei in pensione: puoi permetterti di dedicarti alle tue vere passioni, ora. È un po’ come essere di nuovo ragazzi. Scendere la mattina, andare al bar dove hai rincontrato un paio di vecchi amici. Fare colazione e magari prendere un bianchino mentre parli di questo schifo di governo, della squadra che non vince mai, dell’ultimo film che hai visto alla Pay-TV. Il modellismo ti ha sempre affascinato e non hai mai avuto il tempo o la pazienza di dedicargli la tua attenzione. Poi, perché no?, qualche partita a carte. E tua moglie sembra quasi essere diventata più giovane, più bella. Ma un giorno un medico, in uno stupido ambulatorio, ti dice che hai un cancro. Cazzo, di già? Ma proprio adesso? Cristo… chissà come ci rimarrà tua moglie. O tuo figlio. Pochi mesi in terapia e il dolore finisce. Finisce tutto. Un semplice funerale, pochi amici che versano qualche lacrima. Amici di tuo figlio che guardano di continuo l’orologio. Un loculo in terza fila nel cimitero del paesino dove sei nato, nella provincia di quella grande città. La cascata. E la voce. La voce della cascata. Che però ormai non puoi più sentire. E mille volti che per un istante ti appaiono davanti agli occhi della mente, volti di cui non ricordi neanche il nome. Poi il buio e l’assenza di ogni cosa.

No.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Blog e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...