Creepypasta Day

Il 13 ottobre è l’ufficiale “Creepypasta Day”. Come curatore della prima raccolta italiana pubblicata in cartaceo ed ebook di Creepypasta mi sento in dovere di celebrare questa giornata dedicata alle leggende metropolitane, agli incontri con esseri d’ombra e ai rituali demoniaci con un piccolo raccontino tratto da “Creepypasta 2”, volume di prossima (prossimissima) uscita per dBooks! Ebbene sì, “Creepypasta” avrà presto un sequel, disponibile anch’esso sia in versione cartacea che elettronica per tutti i dispositivi. Vi terrò informati, ovviamente, e spero di poter dare molto, molto presto l’annuncio dell’uscita ufficiale. Ecco qui di seguito un assaggio di ciò che vi attende nel secondo volume. E, se tutto va come dovrebbe, probabilmente ce ne sarà un terzo “a tema”…

Buona lettura, buona Giornata Ufficiale delle Creepypasta! Festeggiatela con qualche bel corto horror su Youtube, le nuove puntate dell’ARG che state seguendo, un film con gli amici o magari andando ad acquistare il primo volume seguendo questo link con tutti i collegamenti e riferimenti del caso. E se decidete (come ho fatto io) di fare la foto celebrativa su Instagram/Facebook con il marchio del Proxy sulla mano, vi consiglio caldamente di andare a lavarvi e cancellarlo il più rapidamente possibile! Non si sa mai…

La cosa alla finestra

Sono davvero spaventato.
Quella cosa è rimasta lì per quasi una settimana. La cosa alla finestra. Non ha lineamenti, solo pelle tirata su una struttura umana e ha la faccia premuta contro il vetro. Non so come ci sia arrivata e non so come liberarmene.

All’inizio ho pensato che si trattasse di uno scherzo, una bambola o un manichino che qualche idiota aveva messo lì per farmi paura ma presto ho capito che era tutt’altro. Sono uscito per andare a toglierla e non c’era più. Forse qualcuno l’aveva portata via mentre stavo uscendo e facendo il giro della casa. Quando sono rientrato, però, era ancora lì, a fissarmi da oltre il vetro. Sono uscito nuovamente, urlando come un ossesso, ma non ho visto nessuno. Non capisco.

La cosa è priva di peli o capelli e completamene nuda. Non sembra avere occhi e nemmeno un vero volto, se è per quello. Ma quella testa senza lineamenti si muove e mi segue mentre mi sposto nella stanza. Quando mi siedo al computer posso percepire il suo sguardo carico d’odio che mi fissa, come se mi bucasse la nuca, ma se mi giro a guardare la sua testa è voltata da un’altra parte.
Finalmente, questo giovedì, ho provato ad aprire la finestra, ma senza riuscirci: è bloccata. Forse le mani di quella cosa la tengono chiusa. Ho avuto occasione di guardarla da molto vicino. Gli occhi e la bocca sono sotto la pelle e sembrano spingere verso l’esterno. Quella cosa mi ha fissato. E ha sorriso.
Mi sono tirato indietro di scatto e ho provato a rompere il vetro, volevo liberarmene per sempre, a qualsiasi costo. So di essere abbastanza forte, il vetro avrebbe dovuto andare in mille pezzi. Eppure è rimasto integro. Ha tremato sotto i miei colpi ma non si è rotto. E quel sorriso sul suo volto orrendo si allargava sempre di più. Sembrava che dovesse aprirgli in due la testa. Ha alzato la mano e ha cominciato a battere anche lei sul vetro, prendendomi in giro. Tuttavia, il suo colpo ha creato una crepa e questo mi ha spaventato. Ho smesso e mi sono allontanato. Non voglio quel sorriso dentro la stanza con me.

Ho preso un rotolo di nastro adesivo e ho cominciato a coprire tutta la finestra. Non riuscivo a guardare quella cosa direttamente, me la stavo facendo addosso sapendo che mi stava fissando. Alla fine, ho ceduto. Solo un piccolo sguardo. Ero troppo curioso e spaventato.
Aveva un’espressione arrabbiata.
Quel sorriso era diventato un ghigno pieno di denti aguzzi. La pelle si era lacerata sulla bocca e potevo vedere la sua gola cavernosa. Un tremore assordante ha cominciato a scuotere tutta la casa e quella crepa sul vetro ha preso ad allungarsi. Ho tirato via il nastro adesivo. Il tremore si è fermato, la pelle si è riformata sulla bocca e la cosa ha ricominciato a sorridere.

È notte ed è tutto silenzioso. Tutto ovattato, nemmeno il minimo rumore.
Mi sembra di sentire i suoi artigli che afferrano lo schienale della sedia. Sento il rumore della sua pelle che si tira mentre la bocca si apre in un sorriso maligno.

Mi sta guardando mentre scrivo.

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