La camicia: uno degli indumenti più antichi del mondo

Camicie moderne maschili

Camicie moderne maschili

La moda maschile può essere un semplice interesse superficiale oppure può rappresentare un viaggio alla ricerca dei motivi storici per i quali attualmente si sono definiti certi capi di vestiario, per spiegare le loro funzioni e la loro origine. Persino facendo qualche ricerca su capi comuni e diffusi come la camicia si possono scoprire cose molto interessanti, dettagli che forniscono indizi sull’evoluzione delle culture che li hanno prodotti.

Al giorno d’oggi con “camicia” intendiamo un capo di vestiario di tessuto, in genere leggero, che copre il torso e le braccia, allacciato sul davanti tramite bottoni, con un colletto attaccato, a maniche lunghe con polsini di vario tipo oppure a maniche corte, in genere sopra il gomito.

Ma questo termine, già solo da un punto di vista etimologico, denuncia un’origine antichissima e un’evoluzione molto varia nel corso dei secoli e nelle varie aree geografiche dove è stato utilizzato.
Alcuni dizionari etimologici sono piuttosto stringati in merito e si limitano a definire la parola moderna come derivante dal tardo latino “camisia” del tredicesimo secolo, di etimo incerto. Altri, però, cercano di ricostruire almeno in parte la storia di questa parola fornendo – sostanzialmente – due ipotesi che, come vedremo, a mio modesto parere non sono mutualmente esclusive. Un’ipotesi la potremmo definire “celtico-germanica” mentre l’altra potremmo chiamarla “arabo-indiana”.

La "camicia" usata dai Galli

La “camicia” usata dai Galli

Secondo l’ipotesi celtica, il termine camicia deriverebbe dal latino “camisia”, citato anche da San Girolamo con il significato di “indumento usato dai militari”, a sua volta derivato, nell’uso comune popolare, dal termine gallico-antico germanico “chamisia”, dal gotico “hameitja” o “hamithio”, dalla radice “ham” che significa “vestire, vestirsi”. Questo avrebbe portato anche al cimbrico “camse”, all’antico irlandese “caimmse” e all’antico gaelico “caimis”.

L’ipotesi “arabo-indiana”, invece, parte dalla parola “qamic”, un termine che indica una tunica intima che, secondo alcuni ricercatori, potrebbe derivare dal sanscrito “kshauma”, parola che sta a indicare una stoffa di lino.

Inoltre, in latino, la radice “cama” stava a indicare una veste con cui si dorme. Tale ruolo viene svolto da un indumento che potremmo chiamare con termini analoghi per tutto il medioevo fino all’era moderna.

Una "camicia" maschile usata durante il periodo medievale (XII° Sec.)

Una “camicia” maschile usata durante il periodo medievale (XII° Sec.)

In tutta l’area neolatina i termini che indicano questo capo d’abbigliamento sono simili: in rumeno “camesa” o “camasa”, in portoghese “camisa”, in francese “chemise”, nell’antico francese si utilizzava “chainse” che indicava il càmice, eccetera.

L’inglese, essendo una lingua di derivazione anglo-sassone, spesso ha un’origine germanico-nordica per quanto riguarda gli oggetti di uso più comune mentre ha adottato termini derivanti dal latino – tramite l’antico francese – per gli oggetti e i concetti che riguardano la regalità (essendo tale lingua stata portata da Guglielmo il Conquistatore dopo il 1066 sull’isola come lingua “aulica” di corte). La camicia, in quanto oggetto comunissimo, deriva il suo nome inglese moderno – “shirt” – da una radice certamente nordica, quindi. L’antico inglese è “scyrte”, che indicava una tunica intima da usare sotto i vestiti o come semplice copertura del torso. Tale parola deriverebbe dal proto-germanico “skurtjon”, una radice utilizzata in tutte le lingue scandinave, come l’antico nordico “skyrta”, lo svedese “skjorta”, l’olandese medio “scorte”, l’olandese moderno “schort”, il medio-alto tedesco e tedesco moderno “schurz”, collegato con la radice antico-inglese “scort, sceort” da cui deriva anche il termine moderno “short”, che significa – molto eloquentemente – “corto” – le “camicie” usate dalle popolazioni celtiche, in effetti, erano tendenzialmente più corte rispetto alle tuniche utilizzate nel continente e nell’area Romana.

"Camicie" probabilmente "Skyrta", usate dagli uomini delle popolazioni nordiche.

“Camicie”, probabilmente “Skyrta”, usate dagli uomini delle popolazioni nordiche.

Come dicevo, comunque, le due ipotesi non sono mutualmente esclusive. La radice sanscrita “kshauma” può aver portato da un lato al “qamic” arabo, riportato anche nel Corano, mentre dall’altro lato avrebbe potuto generare il termina “ham” che indicava genericamente l’atto di “vestirsi”. Da lì i due termini hanno avuto un’evoluzione propria mantenendo sempre, però, un certo grado di parentela con i significati originari.

Tutte queste parole indicano una tunica – più o meno lunga – che copre il corpo e, in genere, le braccia, spesso intessuta in materiali leggeri, e che viene portata sotto gli altri abiti per fare da “barriera protettrice” tra la pelle nuda e i tessuti più pesanti e abrasivi indossati esternamente. Questa è l’origine di utilizzo di quella che oggi chiamiamo camicia, un’origine funzionale che è stata mantenuta pur con tutti i cambiamenti dovuti alle modifiche dettate dalla moda delle varie regioni e dal passare del tempo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Fashion e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...