Retrospettiva: Paranormal Activity

La prima volta che ho sentito parlare di Paranormal Activity è stato a casa di amici, dopo la visione di [Rec], il capolavoro found-footage di Jaume Balagueró e Paco Plaza. Era già da un po’ che nell’ambiente si parlava di questa misteriosa pellicola, anch’essa in stile found-footage, tutta ambientata in una casa infestata. Il film ebbe problemi di distribuzione e rimase limitato nel circuito dei festival cinematografici per un bel po’ di tempo ma, infine, venne acquistato dalla Blumhouse Pictures (un’innovativa casa di produzione che è stata responsabile di altri notevoli horror come Insidious, Sinister, The Purge, Ouija, Unfriended nonché The Visit e Split di M. Night Shyamalan) e distribuito dalla Paramount. Il successo fu immediato. Questo portò ovviamente alla creazione di un franchise che ha visto numerosi sequel, spin-off e anche imitatori. Nel miglior spirito della stagione, voglio presentarvi in questo breve articolo di riassunto tutti i titoli della serie, nonché un paio di film collegati che potrebbero interessarvi.

Paranormal Activity – 2009
Paranormal Activity
Il primo film è stato girato in realtà nel 2007 ma, come detto nell’introduzione, non ha ottenuto un distributore per circa due anni. La produzione è costata 15.000 dollari, un’autentica sciocchezza in termini hollywoodiani, e ha fruttato quasi duecento milioni di dollari. Un sequel era inevitabile. La storia racconta di una giovane coppia, Micah e Katie, che vivono in una grande casa a San Diego, in California. Katie, dall’età di otto anni, ha saltuariamente dei periodi in cui viene visitata di notte da una figura oscura. Dopo molti anni di pace, sembra che il fatto di essersi trasferita con Micah in questa nuova casa abbia nuovamente scatenato i fenomeni: rumori inspiegabili, incubi, la sensazione di essere osservata e di una minacciosa presenza. Il fidanzato, molto scettico, non prende sul serio la cosa ma decide di installare una videocamera davanti al letto in cui dormono nella speranza di riprendere qualche fenomeno paranormale autentico. Questa è la semplice premessa di un film la cui atmosfera viene molto ben costruita e il cui livello di tensione sale gradualmente fino al gran finale. La scena che chiude questo primo film è stata girata in differenti versioni e quella scelta per l’uscita cinematografica è stata suggerita nientemeno che da Steven Spielberg, rimasto molto impressionato dalla pellicola, per permettere la produzione di ulteriori sequel.

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Paranormal Entity – 2009

Gli amanti del genere horror conoscono quasi sicuramente la Asylum, una casa che è specializzata nella creazione di rip-off di pellicole più famose e di successo. Gli spregiudicati produttori sono stati responsabili di autentici capolavori del trash come Snakes on a Train (copia del più famoso Snakes on a Plane) o The Da Vinci Treasure (ovvio plagio de Il Codice Da Vinci), o Atlantic Rim (vi lascio immaginare…) ma anche di pellicole autenticamente divertenti come Sharknado e tutti i suoi esilaranti sequel. Ovviamente, all’uscita di Paranormal Activity, visto l’incredibile successo commerciale della pellicola e la sua semplicità in termini tecnici ed economici di produzione, la Asylum non si è fatta sfuggire la possibilità di un film-clone, come è sua abitudine. Qui ci troviamo in casa dei Finley, una famiglia composta dalla madre e dai due figli, Thomas e Samantha. Il padre è morto pochi mesi prima in un incidente d’auto e la madre ha cominciato a “parlare con lui” tramite la scrittura automatica, solo per rendersi conto poco tempo dopo che, probabilmente, l’essere con cui stava comunicando non era lo spirito del marito ma qualcosa di decisamente più maligno. Viene interpellato (come in PA) uno specialista in scienze occulte che consiglia di documentare il più possibile gli accadimenti e il figlio Thomas decide quindi di installare diverse videocamere nelle varie stanze della casa. Per quanto possa valere un evidente clone senza vergogna come questo, la visione del film non è del tutto inutile e la storia presenta alcune idee interessanti che verranno persino riprese dai sequel “ufficiali” del franchise originale. Non guastano un po’ di tette e un po’ di sangue in più, che in un horror ci stanno sempre bene. Anche questo clone ha avuto un discreto successo, tanto che la Asylum ha deciso di produrre alcuni sequel indiretti: 8213: Gacy House (Paranormal Entity 2) nel 2010, Anneliese: The Exorcist Tapes (Paranormal Entity 3) nel 2011 e 100 Ghost Street: The Return of Richard Speck (Paranormal Entity 4) nel 2012. L’analisi di quest’altra serie parallela va un po’ oltre gli scopi di questo articolo ma potrebbe essere un ottimo spunto per un pezzo futuro.

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Paranormal Activity 2: Tokyo Night – 2010
Tokyo Night
Tokyo Night è una sorta di sequel semi-ufficiale del primo film americano, ispirato direttamente ai fatti della prima pellicola e su licenza, prodotto e distribuito dalla Presidio Corporation e diretto da Toshikazu Nagae. In questo caso, la storia si concentra su un fratello e una sorella che vivono da soli a causa del padre assente per lavoro, in viaggio a Singapore. La ragazza, Haruka, era negli Stati Uniti – più precisamente a San Diego – quando un incidente automobilistico la costringe a tornare a Tokyo con entrambe le gambe fratturate. Qui avrà cura di lei il fratello Koichi, che ha recentemente acquistato una videocamera semi-professionale e riprende il ritorno della sorella in modo innocente, almeno finché non cominciano a capitare cose strane in casa durante la notte. C’è un labile collegamento con il primo film che, però, è incompatibile con i sequel “ufficiali” (sebbene non sarebbe difficile conciliare narrativamente le due storie). La struttura ricalca abbastanza fedelmente quella dell’opera originale e inserisce alcune piccole e interessanti novità che poi vedremo anche nei film successivi. Nulla di straordinario, ma se volete conoscere ogni anfratto della storia per amor di completezza, non è un’ora e mezza sgradevole.

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Paranormal Activity 2 – 2010
Paranormal Activity 2
Il primo seguito ufficiale della saga, in realtà, è una sorta di mix “prequel-sequel”. Comincia circa due mesi prima della fine del film precedente ed è ambientato a casa della sorella di Katie, Kristi. La sorella è sposata con Daniel, la cui moglie precedente è morta e con la quale ha avuto Ali, la sua prima figlia adolescente. Ora Daniel e Kristi hanno avuto da poco Hunter, un maschio, e Katie e Micah vengono invitati a casa a conoscere il nipotino. Un curioso caso di intrusione nella villetta in cui tutte le stanze vengono messe a soqquadro ma nulla viene rubato – ad eccezione di una collana che Katie aveva fatto per la sorella anni prima – convince Daniel a installare un sofisticato sistema di sorveglianza con almeno sei videocamere che riprendono l’interno e l’esterno della casa 24 ore su 24, con tanto di visione notturna. Inutile dire che cominceranno ad accadere cose inspiegabili con le quali la famiglia dovrà fare i conti in modo alquanto brutale. La prima parte del film pone le basi per la trama degli ulteriori sequel e spiega in parte gli eventi della pellicola precedente, mentre il finale è ambientato il giorno dopo la fine di Paranormal Activity. Il 2 è probabilmente uno dei film migliori della saga che, a rigor di logica, avrebbe anche potuto chiudersi qui. È ben costruito, integra in modo intelligente gli eventi del suo predecessore e presenta dei personaggi interessanti e simpatici – diversi dai soliti odiosi protagonisti dei found-footage (come Micah, ad esempio!). Se il primo vi è piaciuto, questo è certamente un titolo della saga che non potete lasciarvi scappare.

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Paranormal Activity 3 – 2011
Paranormal Activity 3
Un anno prima degli eventi raccontati in PA2, Katie, che sta per trasferirsi a vivere con Micah nella nuova casa, porta a Kristi e Daniel una serie di scatoloni, uno dei quali contiene una serie di videocassette VHS girate diciott’anni prima. Le videocassette, con un piccolo atto di retconning, vengono rubate durane l’invasione domestica che scatena gli eventi del secondo film. Il resto della pellicola è un montaggio del contenuto delle cassette e di quanto accade nella casa della madre delle due sorelle, Julie, e del suo fidanzato Dennis nel 1988. Dennis di mestiere, fa il cineoperatore e gira filmati ai matrimoni. Kristi ha un amico immaginario, chiamato semplicemente Toby, e nella casa accadono eventi inspiegabili. Dennis e il suo collaboratore Randy, decidono quindi di installare alcune videocamere che registrano su cassette in punti strategici per cogliere qualsiasi evento fuori dall’ordinario. Il film espande la mitologia della saga riprendendo gli indizi sparsi dai capitoli precedenti e l’inventiva del regista non manca di colpire. La scena di “Bloody Mary” e quella della babysitter in cucina, con la camera montata sul ventilatore, sono davvero notevoli. Senza dubbio, un sequel che mantiene il livello di qualità e di tensione dei suoi predecessori.

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Paranormal Activity 4 – 2012
Paranormal Activity 4
Questo è il primo vero sequel in quanto è ambientato dopo gli eventi del primo film e il finale del secondo, di preciso cinque anni più tardi. Apparentemente, ci troviamo in una situazione slegata dalla trama dei capitoli precedenti: siamo a casa della giovane Alex Nelson a Henderson, nel Nevada. La ragazza vive col padre, la madre e il fratellino Wyatt e ha un ragazzo di nome Ben. All’inizio del film ci viene spiegato che una nuova vicina, con un bambino della stessa età di Wyatt di nome Robbie, si è trasferita nella casa di fronte. In seguito a un problema medico la vicina viene portata in ospedale per qualche giorno e, durante il suo ricovero, i Nelson si offrono generosamente di tenere Robbie. Non appena il bambino comincia a vivere con loro parte la ormai usuale trafila di fenomeni inspiegabili, al punto che Alex e Ben decidono di installare delle videocamere per casa e riprendere quanto più possibile gli eventi tramite le webcam dei computer e gli smartphone. Naturalmente, non tutto è ciò che sembra e il finale riconcilia questo capitolo con il resto della saga in modo alquanto sorprendente e piuttosto misterioso. Personalmente, ritengo che rispetto agli altri titoli questo sia un capitolo un po’ più debole a causa dei personaggi completamente nuovi. A parte alcune novità divertenti (come l’utilizzo del tracking infrarosso del Kinect per mostrare le presenze paranormali o una bella citazione di Shining), il film confida un po’ troppo nei jumpscare. Detto questo, è un capitolo con un finale non banale che fornisce più domande che risposte e che risulta più chiaro dopo una seconda visione.

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Paranormal Activity – The Marked Ones (Il Segnato) – 2014
The Marked Ones
Il quinto film della serie, sorprendentemente, è lungi dall’essere una semplice operazione commerciale che, come si suol dire, “gratta il fondo del barile” pur di continuare a vendere biglietti e blu-ray. La storia è ambientata nel giugno 2012, pochi mesi dopo gli eventi della pellicola precedente. Jesse Arista, un diciottenne appena diplomato, vive a Oxnard, California, insieme al padre, alla sorella e alla nonna. Con i soldi dati dai parenti alla festa del diploma, acquista una videocamera digitale e una GoPro a un banco dei pegni e comincia a girare video insieme all’amico Hector e alla bella Marisol. La spensierata estate viene interrotta dall’omicidio di Ana, una strana donna che vive al piano sottostante l’appartamento di Jesse e che tutti dicono sia una bruja, cioè una strega. I nostri vedono il compagno di scuola, Oscar, scappare dalla casa di Ana e pensano possa essere stato responsabile della sua morte, quindi decidono di infilarsi nell’appartamento per indagare. Questa è la premessa da cui scaturisce un film ricco di colpi di scena e cambi di registro, per molti aspetti diverso dagli altri del franchise. Ad esempio, la maggior parte delle scene non è girata all’interno della casa di Jesse, al contrario dei capitoli precedenti, ma in esterni o all’interno di altri ambienti. Inoltre, c’è molto più comic relief, battute e scherzi che però non compromettono la tensione e le scene più forti. La trama continua a darci indizi ulteriori sulla backstory ed espande in maniera intelligente la mitologia della serie, collegandosi ai primi film in modo molto abile e interessante. Gli ultimi venti minuti sono al cardiopalma e contengono un paio di colpi di scena che, da soli, varrebbero la visione del film.

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Paranormal Activity – The Ghost Dimension (Dimensione Fantasma) – 2015
The Ghost Dimension
L’ultimo capitolo della saga comincia esattamente dove finisce PA3, almeno per una breve scena che introduce anche un nuovo personaggio misterioso. Poi l’azione si sposta nel futuro, precisamente al 29 novembre 2013, un anno e mezzo dopo gli eventi di PA:TMO, nella casa di Ryan Fleege, sua moglie Emily e la figlia di sei anni Leila. Insieme a loro c’è il fratello di Ryan, Mike, nonché l’amica di famiglia Skyler – interpretata da Olivia Taylor Dudley che è forse la donna più sexy dell’universo, come sanno tutti quelli che hanno seguito la serie The Magicians. La combriccola sta preparando la casa per le feste natalizie quando Ryan e Mike trovano una vecchia videocamera, gigantesca e pesante, e uno scatolone pieno di videocassette, le stesse VHS che sono alla base della trama di PA3. Ma le registrazioni proseguono oltre i fatti drammatici del 1988 e arrivano fino al 1992, dove vediamo altri frammenti dell’infanzia di Katie e Kristi. Mike, inoltre, scopre che la videocamera può registrare cose invisibili all’occhio umano… Questi gli elementi di partenza dell’epilogo di questa serie. Ho sentimenti contrastanti nei confronti di questa chiusura. In parte devo riconoscere che gli effetti, la regia e le idee inserite sono davvero originali e interessanti… Dall’altra parte alcuni concetti sono stati introdotti, a mio parere, un po’ troppo tardi e forse non sono stati utilizzati ed esplorati nella maniera migliore. Il film ha il pregio di riunire tutti i fili narrativi lasciati aperti dai capitoli precedenti e di chiudere la storia in modo soddisfacente da un punto di vista della sceneggiatura, della trama generale, anche se non totalmente da un punto di vista drammatico e di aspettative del pubblico. L’espediente della videocamera è interessante ma tende a mostrare un po’ troppo ciò che negli altri film è stato saggiamente nascosto o soltanto suggerito.

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Tutto sommato, comunque, devo riconoscere che questa serie ha un grandissimo pregio, cioè quello di non sedersi sugli allori e continuare a inventare nuove rivelazioni e nuovi modi per stupire lo spettatore. Le trovate e i colpi di scena non mancano in nessuna pellicola. Sebbene sia impossibile mantenere il livello qualitativo costantemente al massimo con una serie di ben sei film più uno spin-off (tralasciamo, ovviamente, il clone della Asylum), non c’è dubbio che qui si siano fatti non pochi sforzi per dare a ogni capitolo una sua dignità – più di quanto non si sia fatto con altri franchise ben più lunghi e blasonati. La trama intricata, il modo non lineare con cui ci viene svelata, i salti temporali, i continui riferimenti incrociati fanno pensare a tecniche più tipiche di una serie televisiva (di quelle interessanti!) che non a un marchio cinematografico.

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Quindi, se non avete visto nessuno di questi film o se vi manca qualche capitolo, quale occasione migliore di Halloween per rimettervi in pari? In fondo si tratta di scary flick e non dobbiamo aspettarci la perfezione della prova autoriale. Buttatevi sul divano con un po’ di junk food e seguite Katie e Kristi nella loro terrificante avventura… E buona visione!

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Informazioni su Yuri Abietti

Singer, writer, songwriter, blogger and chaos magician
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