Recensione: Stranger Things – Stagione 2

“Gli alchimisti avevano due principi su cui fondavano la loro filosofia, i principi di “solve” e “coagula”. Solve, sostanzialmente, equivale all’analisi. Significava smontare le cose per vedere come funzionavano. Coagula è analogo alla sintesi. Si tratta di rimettere insieme i pezzi smontati in modo che funzionino ancora più efficacemente. Sono due principi molto importanti che sono stati applicati a qualsiasi cosa nella nostra cultura. Ad esempio, recentemente, in letteratura c’è stata un’ondata di post-modernismo, decostruttivismo. E questo è “Solve”. Forse è tempo per un po’ più di “Coagula” nelle arti. Dopo aver smontato ogni cosa, forse dovremmo cominciare a pensare a come rimettere tutto insieme.”

(Alan Moore)

E chi chiamerai?

Dopo l’incredibile successo della prima, finalmente la seconda stagione di Stranger Things è stata pubblicata su Netflix. Nove puntate (più un riassunto iniziale) che durano tra i 40 e i 60 minuti l’una per una bella full immersion Halloweeniana in un universo di orrori adolescenziali e infantili della provincia americana in pieni anni ottanta.
Ho deciso di dire la mia in merito, principalmente motivato da tanti commenti che ho letto su Facebook e altri social riguardanti la presunta mancanza di originalità della serie. E a una prima occhiata superficiale, certamente l’operazione offre il fianco a questo tipo di critiche. Tuttavia io non sono d’accordo e cercherò qui di motivare la mia posizione, evitando il più possibile di fare spoiler sulla trama o sui personaggi.

Il Mostro d'Ombra

È vero: in Stranger Things troviamo di tutto. Le influenze più evidenti sono Spielberg e King, non ci piove. Libri come Stagioni Diverse, It, Carrie o L’Incendiaria sono fonti di ispirazioni palesi, così come lo sono film quali E.T., Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo o Poltergeist. Ma gli elementi inclusi vanno ben oltre… Abbiamo Dungeons & Dragons, i coin-op da bar come Dig Dug o Centipede, gli orologi Casio con la calcolatrice, citazioni da Ghostbusters, Alien e Aliens – Scontro Finale, La Cosa e The Fog (Carpenter è la terza principale fonte da cui gli autori hanno tratto le loro idee, basti pensare alla splendida sigla iniziale), Halloween, Ritorno al Futuro, Mad Max, i “lasergame” come Dragon’s Lair, Terminator, Star Wars, Masters of the Universe, I Goonies, Il Signore degli Anelli, Dracula, Frankenstein, Nightmare (Nancy va a una festa a casa di Tina – wink wink, nudge nudge), Karate Kid, I Tre Moschettieri, Gremlins, La Casa, Indiana Jones e il Tempio Maledetto, Jurassic Park, L’Alba dei Morti Viventi… E probabilmente ce ne sono altrettanti che non sono inclusi nel pur alquanto verboso elenco soprastante. Per non parlare della colonna sonora! La musica degli anni ottanta qui è di casa e gli autori hanno scelto le canzoni per ogni scena in modo impeccabile, tanto che mi viene da fare una considerazione: non credo di aver mai visto un’opera di fiction in cui le canzoni si intonino così bene a ogni singola scena dai tempi di Donnie Darko.

Gli eroi

Ma è questo tutto ciò che c’è? Sono giustificate le critiche di chi afferma che non esista una scena che non sia stata “copiata” da qualche altra parte? Chi dice che si tratti di uno show sostanzialmente derivativo?
Penso possiate intuire da soli che la mia personale risposta è un sonoro “No”.
Innanzitutto, cosa significa essere derivativi? Le persone che criticano questa serie sulla base di tali argomentazioni sarebbero in grado di fare il nome di una qualsiasi opera artistica umana che non abbia “preso in prestito” qualcosa – talvolta anche in modo alquanto evidente e sostanziale – da qualche altra opera precedente? Sono certo che se stessimo qui a spremerci le meningi potremmo trovare qualcosa da inserire in questo immaginario elenco, ma sarebbero certamente le eccezioni a una regola generale che la nostra specie segue fedelmente dalla preistoria. L’Uomo racconta più o meno quattro o cinque storie fondamentali dal Paleolitico e non è facile che compaia qualcosa di nuovo. A volte ciò che è nuovo è il metodo, lo stile con cui la stessa storia viene raccontata, e forse è questo a cui si riferiscono le critiche alla serie: Stranger Things compie uno sforzo cosciente per cercare di raccontare la sua storia non solo con il background estetico degli anni ottanta, ma anche con il corrispondente canone stilistico e narrativo (con riferimenti a quello del decennio precedente, un periodo che è stato caratterizzato dalla nascita di una nuova generazione di storyteller).

I Tre Moschettieri

E c’è qualcosa di male in questo? Altri hanno cercato di seguire questa strada (ad esempio, mi vengono in mente gli autori del bellissimo The Void) e non penso che si tratti solo e unicamente di una questione di nostalgia o di omaggio alle cose che ci hanno emozionato da piccoli (anche se, certamente, questo elemento è ben presente). Il fatto è che siamo figli di almeno vent’anni di destrutturalismo spinto… Gli eroi e i super-eroi, i cattivi e i mostri, le damigelle in pericolo, le cerche e le grandi missioni… Tutte queste cose sono state sezionate su un tavolo d’autopsia e spesso tali sono rimaste, senza alcun tentativo di essere ricomposte per l’inumazione. L’operazione è cominciata molto prima, certamente, ma l’onda lunga della sua entrata nel territorio dei mass-media, in quello che oggi definiremmo mainstream, è arrivata – io credo – negli anni ’90 del secolo scorso ed è rimasta la “Via”, il metodo e lo stile preferenziale per raccontare una qualsiasi storia fino a tempi molto recenti. E ne vediamo gli effetti, ad esempio, in Star Trek – Discovery, una presunta nuova incarnazione del franchise che sembra avere come unico scopo tematico quello di integrare nell’universo di Kirk & Co. lo stesso cinismo disilluso che abbiamo imparato ad apprezzare in tante altre storie, in televisione e al cinema. Poco importa se il cinismo disilluso è intrinsecamente incompatibile con l’universo di Roddenberry…

Eleven

Stranger Things 2, così come la stagione precedente e forse più di essa, è una chiara operazione alchemica di Coagula. Gli autori rimettono insieme i pezzi, tentano di mostrare a un'intera nuova generazione di spettatori che sì, è possibile raccontare storie drammatiche, intense, fantastiche e ricche di colpi di scena e di emozioni senza necessariamente arrendersi agli stilemi contemporanei, alle rivisitazioni estetiche, ai “rammodernamenti”. Dicono: “Ehi, non sempre ciò che è nuovo è migliore. Magari andrà bene per il vostro smartphone ma… per quanto riguarda le storie? Non è affatto detto!”
E sapete cosa? Hanno ragione. Il mondo è più bello e più vario grazie all’esplorazione delle frontiere narrative dei nuovi autori, grazie all’analisi, al Solve e ai risultati a cui porta. Ma rischia di diventare più brutto, povero, cinico, disincantato, privo di sense of wonder e di magia, quando ci dimentichiamo che, in ultima analisi, ci sono gli Eroi e ci sono i Mostri. Come ho affermato in un recente post su Facebook, per quanto mi riguarda, ben vengano delle opere dove il Buono ha la prevalenza, delle avventure con quella freschezza ingenua che precede la discesa negli Inferi che abbiamo vissuto negli anni. Ben venga la leggerezza, il recupero di immagini e simboli che orientano verso un’altra direzione, ben vengano l’ottimismo e il senso semplice delle cose.

Il senso di Stranger Things 2 non è la nostalgia. Il senso è: “Tutto ciò è ancora nostro. Tutto ciò è ancora rilevante”. E per questo, secondo me, dovremmo essere grati ai Fratelli Duffer e a tutti gli altri cantastorie che, ancora oggi, resistono allo spirito dei tempi.

Annunci

Informazioni su Yuri Abietti

Singer, writer, songwriter, blogger and chaos magician
Questa voce è stata pubblicata in Meta. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Recensione: Stranger Things – Stagione 2

  1. Vito Di Domenico ha detto:

    È esattamente così, Yuri. Grande analisi. “Tutto ciò è ancora nostro. Tutto ciò è ancora rilevante.”

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...